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venerdì 5 dicembre 2014

Berlusconi: "Elezioni subito, unica soluzione."

Scandalo Mafia Capitale. Berlusconi: "Unica soluzione elezioni subito a Roma" Elezioni subito. È questa la soluzioni migliore per Roma secondo Silvio Berlusconi. "Ritengo che di fronte alla situazione che sta emergendo nell’inchiesta sulla gestione del Comune di Roma le forze politiche debbano reagire con determinazione ed urgenza. Sono convinto che l’unica soluzione accettabile sia quella di uno scioglimento immediato del Consiglio Comunale procedendo conseguentemente all’immediata convocazione di nuove elezioni per la città di Roma. Tutte lealtre soluzioni prospettate in queste ore, compresa quella della nomina di un commissario, non mi sembrano né adeguate né percorribili", spiega in una nota il leader di Forza Italia. Che poi aggiunge: "Le forze politiche debbono in questo caso saper dare un segnale preciso non ricandidando tutti coloro che sono coinvolti, a qualsiasi livello, in questa vicenda".   Il leader di Forza Italia: "Tutte lealtre soluzioni, compresa quella della nomina di un commissario, non mi sembrano né adeguate né percorribili" Tag:  Silvio Berlusconi comune di roma elezioni mafia capitale forza italia Luca Romano

Tutti i commissari del PD.

Da Renzi a Bersani, passando per Veltroni. Tutte le volte che il Pd ha nominato un commissario. L'ultimo risolutore si chiama Matteo Orfini. Nominato commissario da Matteo Renzi per salvare la faccia del Pd romano dopo gli scandali della cupola spolverati dalla magistratura capitolina. Di sicuro è il primo risolutore scelto dal segretario democratico attuale. Ma di queste figure la storia del Pd è piena. Sin dalle sue origini. Chiamatelo uomo forte o Signor Wolf (citando il celebre personaggio di Pulp fiction interpretato da Harvey Keitel), ma la verità è che non sempre è bastato un commissario a risolvere i problemi.Walter Veltroni nominò e inviò Achille Passoni in Sardegna a fine 2008 dopo le dimissioni della segretaria Francesca Barracciu. L’allora senatore aveva ricevuto come mandato quello di sedare le divisioni del partito isolano dopo le dimissioni del governatore Renato Soru, intenzionato a ricandidarsi. Un lavoro sporco e incompiuto, dato che quelle vicende ebbero conseguenze nefaste per tutto il partito (si vedano le dimissioni di Veltroni dopo la sconfitta elettorale in Sardegna). In Abruzzo, sempre nello stesso anno, dopo lo tsunami provocato dall'arresto del segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso, Veltroni inviò Massimo Brutti per ricostruire il partito. A Napoli, nel 2009, in seguito alle dimissioni di Luigi Nicolais dalla carica di segretario provinciale, fu la volta del senatore Enrico Morando, nominato commissario del Pd napoletano. A Roma, poi, la figura del commissario non è un unicum. Nel 2010, infatti, il segretario Pier Luigi Bersani affidò a Vannino Chiti il partito regionale dopo una sconfitta elettorale bruciante (nella quale, dopo lo scandalo Marrazzo, il Pd non era nemmeno riuscito a produrre un proprio candidato, visto che fu la radicale Emma Bonino a perdere alle regionali contro Renata Polverini). Ma è soprattutto al sud che nel Pd va forte il ruolo del risolutore. Basti citare la Calabria, che detiene un vero e proprio primato. È infatti l’unica regione ad aver subito un doppio commissariamento. In origine, infatti, fu Adriano Musi (era il 2010) a scendere al sud per risolvere i problemi dopo la sconfitta alle regionali. Ma Musi gettò la spugna e rassegnò le dimissioni. Bersani poi raddoppiò, inviando Alfredo D’Attorre (dal 2012 al 2013), ma con scarsi risultati. Sempre nella guerra tra fazioni interne ha radici il commissariamento del partito a Napoli. Nel 2011 è sempre Bersani a nominare Andrea Orlando dopo il caos delle primarie e la contestata vittoria di Andrea Cozzolino, tra accuse reciproche di brogli e irregolarità.A Venezia, infine, dopo il caso di Giorgio Orsoni, il suo arresto e lo scioglimento del consiglio comunale, un caso di commissariamento ci fu, ma prefettizio, non politico. Insomma, il commissariamento è un must democratico. Ma più che a risolvere i problemi, è servito a metterci una pezza. Di facciata.