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martedì 9 giugno 2015

M5S: "DA RENZI SOLO BUGIE".

M5S: scuola? Da Renzi bugie, taccia.Renzi "faccia a tutti la cortesia di tacere". I parlamentari del M5S delle commissioni cultura della Camera e del Senato criticano il presidente del Consiglio per l'intervento sulla riforma della scuola svolto nella direzione del Pd di ieri sera. "Non se ne può più delle sue bugie, piroette e scuse puerili rispetto a un provvedimento, il ddl Istruzione, irricevibile fin dal principio",sostengono. "L'unica parte da preservare è quella relativa alle assunzioni. Per il resto va gettato nel cestino", osservano. A cura di:
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mercoledì 13 maggio 2015

M5S CHOC, GIULIA GRILLO: "SALVINI ASSALITO IN AUTO? DISPIACE NON SIA SCESO".

Matteo Salvini arriva in Sicilia e puntuale scatta la contestazione. Fischi, urla, striscioni di insulti, tutto (purtroppo) come da copione.Scene simili si erano già viste in altre parti della Penisola, sopratutto in Toscana. Stavolta, però, le contestazioni riservate al segretario del Carroccio hanno anche un (ben poco) onorevole endorsement: quello della deputata catanese Giulia Grillo, omonima dell'ex comico, cui però non è legata da alcun rapporto di parentela.In un post sulla propria pagina Facebook, la parlamentare grillina pubblica un video delle contestazioni di Marsala con l'ironica didascalia "la calda accoglienza dei siciliani per Salvini". Poi aggiunge velenosa: "dispiace che non sia riuscito a scendere dalla macchina". Una frase ambigua, che suona più come un "peccato che non sia sceso per prendersi ancora più fischi" che non come un sincero rammarico per il mancato comizio del leghista.A leggere i commenti, pare proprio che i follower della Grillo abbiano sposato la prima tesi: "Povero, falso, buffone - sono le parole più gentili rivolte al segretario del Carroccio - Brava Marsala, Salvini furfante indegno". E via con un florilegio di insulti e minacce, con qualcuno che arriva ad ammettere candidamente: "E gli è andata pure bene senza linciaggio".Considerando che un paio di manifestanti sono anche arrivati alle minacce fisiche e che Salvini in passato è già stato oggetto di vere e proprie aggressioni squadriste, domandiamo all'onorevole Grillo: era proprio il caso?

lunedì 11 maggio 2015

M5S: "CHI FINANZIA VERONESI? TRASPARENZA...

Prosegue la polemica del M5S contro il professor Veronesi e i ripetuti inviti a sottoporsi a mammografie. Il deputato M5S Fico ricorda che Veronesi,ospite in Tv da Fazio, anni fa disse "che la presenza di un inceneritore non incide in alcun modo sulla salute della popolazione che abita nelle vicinanze". "Se andiamo a vedere chi finanzia la fondazione di Veronesi, scopriamo che riceve soldi da una multinazionale che costruisce inceneritori.Vergogna!",dice Fico."Pretendiamo trasparenza e combattiamo ogni conflitto d'interesse".

martedì 28 aprile 2015

#fiducia

Grillo:scempio fiducia, Mattarella tace. "Scempio #fiducia Italicum: nessun segnale da Mattarella. Dopo moniti di Napolitano, l'estrema unzione silenziosa del Quirinale. Eia eia alalà". Lo scrive in un tweet il leader del M5S, Beppe Grillo, contestando la decisione del governo di porre la questione di fiducia sulla riforma elettorale.

lunedì 13 aprile 2015

ALTRO PARLAMENTARE 5 STELLE PASSA CON IL PD...

Un altro parlamentare ex 5 Stelle passa con il Partito Democratico. È Alessio Tacconi l'ultimo parlamentare con un passato nelle fila del Movimento 5 Stelle ad aderire al Partito Democratico. Il deputato, che dal febbraio dello scorso anno era passato al Gruppo misto, ha scelto di virare a centrosinistra."Il M5S si è rivelato una gigantesca farsa - ha commentato in mattinata -, le promesse fatte in campagna elettorale erano parole al vento, slogan su cui lucrare sulle difficoltà dei cittadini per puro calcolo elettorale". Un attacco duro, che ricorda lo scontro scaturito quando, un anno fa, aveva lasciato i 5 Stelle.L'abbandono dei grillini da parte di Tacconi non era stato all'epoca ben accolto dal partito. L'ex capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, aveva attaccato lui e il collega Catalano dicendo: "Per loro non è mai stata una questione di principio. Per loro è stata fin dall'inizio una questione di soldi ed ora finalmente potranno tenerseli senza discutere con noi altri"."Ho sempre rendicontato e restituito quanto dovuto", aveva scritto allora Tacconi, in una lettera al capogruppo dei deputati, Federico D'Incà, chiedendogli anche di smentire le dichiarazioni fatte dal collega Luigi Di Maio, per non essere costretto a concludere "che anche il Movimento 5 Stelle fa uso della cosiddetta 'macchina del fango'".Comunicazione al Capogruppo M5S alla Camera. pic.twitter.com/qkhthKrM0e— Alessio Tacconi (@alessiotacconi) 27 Febbraio 2014

venerdì 10 aprile 2015

GRILLO: "ALLE BALLE DI RENZI NON CI CREDE PIÙ NESSUNO".

"Alle balle del governo non crede più nessuno: era solo questione di tempo". Così Beppe Grillo nel tweet in cui riporta una celebre frase di Abraham Lincoln: "Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre ma non potete ingannare tutti per sempre". "A proposito del Def, il 69% degli intervistati ritiene non credibile l'annuncio fatto da Renzi che non ci saranno tagli o nuove tasse, e solo il 26% scommette sulle intenzioni del premier" precisa il leader M5S.

giovedì 2 aprile 2015

DISCIPLINA PARLAMENTARE... TUTTI IN RIGA...

Otto Senatori di tutti i gruppi tranne SEL denunciano in Procura l'Ostruzionismo del Movimento5Stelle sullo Sblocca Italia come "attentato agli Organi Costituzionali". Il Presidente Grasso: "Il Parlamento è SACRO".

lunedì 5 gennaio 2015

Di Battista:"Palazzo Chigi come la camorra".

Scontro alla Camera tra Movimento 5 stelle e Pd sulla norma sulla depenalizzazione inserita nel decreto che attua la delega fiscale, al centro delle polemiche in queste ore per una presunta applicabilità alla vicenda che ha visto la condanna di Silvio Berlusconi. Protagonista assoluto il grillino Alessandro Di Battista. Ultimamente Palazzo Chigi sembra, ripeto sembra, essere come uno di quei rioni in mano alla camorra dove nessuno sa nulla all’inizio e poi, alla fine, qualcuno parla per proteggere qualcun altro, tuona il pentastellato in un Aula della Camera semideserta.Di Battista poi aggiunge: Renzi si è trasformato da rottamatore a protettore e sta proteggendo qualcuno. E chi sta proteggendo è Verdini. È lui che ha fatto inserire la norma. In Forza Italia e nel centrodestra molti lo odiano. Il curriculum di Verdini è indecoroso anche per loro. È Berlusconi che governa, non Renzi e Berlusconi chiede risultati a Verdini. Siamo nel 2015 ci auguriamo ultimo anno in cui ci tocca denunciare queste schifezze in Aula, e pensare che c’era gente che ci chiedeva di fare accordi con questi....Non è che tenere in sospeso questa legge sia una specie di ricatto? In nessun caso la cosa ci riguarda. Nessun ricatto. Berlusconi e Forza Italia agiranno sempre con la coscienza del mandato ricevuto dal popolo. Una coscienza che questa vicenda ha accresciuta e resa più dura, saggia, determinata, vincente, lo scrive Il Mattinale, la nota del Gruppo di Forza Italia alla Camera.

giovedì 25 dicembre 2014

Viaggio nel Movimento Cinque Stelle

Cinque Stelle Tra diktat ed espulsioni, c’è da riconoscere alla premiata ditta Grillo e Casaleggio di aver almeno provato a realizzare il sogno di ogni repubblica: quello della democrazia diretta, in cui tutti i cittadini partecipano allo stesso modo alla vita pubblica e alla stesura delle leggi. Un sogno, appunto, se non un‘utopia, dal momento che legiferare non è cosa semplice, soprattutto in settori in cui sono necessarie specifiche competenze.  Dalla scelta dei candidati alle decisioni minori, fino all'opportunita' di dialogare con le altre forze politiche, nel Movimento Cinque Stelle tutto passa dalla rete. Il sistema e' relativamente semplice per quanto accesibile solo alla parte di popolazione in grado di connettersi al web (circa il 40% degli italiani): ci si iscrive indicando i propri dati, il codice fiscale e il numero della carta d'identita' che andra' scansionato e caricato sul sito. A quel punto bisogna solo aspettare che qualcuno nello staff verifichi la corrispondenza tra i dati dichiarati e il doumento. In alcuni casi - come e' successo a noi - lo staff puo' anche fare un'ulteriore verifica telefonica. Dopo un mesetto l'iscrizione e' fatta e si e' ufficialmente autorizzati (e invitati) a far parte attivamente alla vita politica del M5S. Eppure il sogno s'infrange contro lo scoglio della realta': come dicevamo, partecipare alla vita del Paese richiede tempo, competenze e fatica. Cosi' dopo l'exploit iniziale l'entusiasmo e' andato via via scemando e degli oltre 100mila iscritti ormai solo poche centinaia si confrontano sulle proposte di legge da portare in Parlamento o nelle sedi degli enti locali - il sisema operativo e' diviso in una sezione nazionale e in una regionale che varia a seconda del domicilio dell'iscritto. E su una novantina di proposte di legge dibattute in oltre un anno nemmeno dieci sono finite in Parlamento e neanche una e' stata approvata.Ecco quindi che - forse anche per la delusione da questa debacle, oltre all-impossibilita' per chi non e' eletto di proporre temi - le persone attive sul forum sono sempre meno e i commenti alle singole discussioni da migliaia sono diventate solo qualche centinaio spesso ripetitivi e sterili. E anche per i temi importanti - quelli rilanciati dal blog, come le votazioni per i candidati, per le espulsioni o per i cambiamenti strutturali - il numero di chi partecipa e' sempre piu' basso. Basti pensare che se prima votavano in 40-50mila, ieri in nemmeno 24mila si sono espressi per la formazione del Comitato di appello. Se questo non bastasse, come racconta La Stampa, anche i visitatori del bog sono scesi vorticosamente: secondo i siti che monitorano il traffico web (in mancanza di dati ufficiali) solo un anno fa sul sito arrivavano da Google quasi 3 milioni di utenti al mese, mentre a ottobre i lettori non hanno raggiunto nemmeno il milione. 

I Cinque Stelle vicini alla fine.

Protestare stanca, Grillo pure Vicina l'eclisse dei Cinque stelle Torniamo alle origini prima di parlare della fine. In principio era il Verbo, e il Verbo era Grillo. Il quale berciava e compiva il miracolo di eccitare le folle, avendo trasferito il cabaret dai teatri e dagli studi televisivi alle piazze. La gente si divertiva un mondo ad assistere, per giunta gratis, alle performance del Grande Comico, talmente geniale da aver applicato con successo alla politica l'arte di saper divertire. Quelli di Beppe non erano infatti comizi bensì spettacoli di satira, zeppi di battute demolitorie di ogni potere consolidato.Il linguaggio dello stravagante oratore era totalmente di rottura rispetto a quello dei tribuni tradizionali, e seduceva coloro che, stanchi delle litanie della Casta, non vedevano l'ora di essere diversamente rappresentati. Nel giro di pochi anni, il Movimento 5 stelle è diventato il secondo partito italiano. Come mai una simile esplosione? L'elettorato - che ha sempre ragione - aveva trovato il suo vendicatore, capace non solo di polemizzare grossolanamente con chiunque, ma anche di sfottere a sangue i bolsi padroni del vapore. Ascoltare Grillo che sbeffeggiava tutti, dall'ultimo onorevole al capo dello Stato, produceva un effetto catartico su chi non sopportasse i tortuosi discorsi degli addetti ai lavori.Ogni «vaffa» aveva il suono canzonatorio di un pernacchio rivolto ai potenti, molto più efficace del gesto dell'ombrello. Ecco spiegato il trionfo dei pentastellati, specialmente del loro leader, senza il quale il Movimento non sarebbe mai nato. Nella fase dell'ascesa, tutto faceva brodo e contribuiva ad aumentare la popolarità del gruppo. Impossibile dimenticare il faccia a faccia tra Pierluigi Bersani e la delegazione grillina, ripreso in streaming, in cui il segretario del Pd tentava invano - respinto con perdita - di elemosinare un aiuto per comporre una maggioranza di governo purchessia. È stato il momento più penoso della democrazia italiana, ormai avviata al disfacimento.Poi nel M5s è accaduto qualcosa, e il giocattolo si è inceppato, un guasto irreparabile. Grillo è andato in scena ancora con lo stesso brio, peccato, però, che le sue concioni fossero repliche delle prime esibizioni politico-cabarettistiche. Interessanti, spiritose. Ma alla fine anche il caviale, se ne mangi troppo, diventa indigesto. Beppe adesso appesantisce lo stomaco. Il sapore del suo caviale è molto simile a quello della solita minestra riscaldata.I pentastellati, scaduto il loro pastore, hanno cominciato a sbarellare, a dare i numeri, alternando figuracce a manifestazioni di burinaggine acuta e irreversibile. Un gregge, se non ha almeno un buon cane che lo tiene unito, fatalmente si disperde. Alcune pecore sono state espulse dalla diarchia Grillo-Casaleggio, facile a crisi isteriche; altri ovini se ne sono andati motu proprio e altri ancora, desiderando non abbandonare il pascolo, sono pronti a entrare nell'ovile del Pd e addirittura in quello della Lega di Salvini. Brutti segnali. Annunciano che presto sarà aperta la procedura fallimentare, notoriamente lunga e sfiancante.Il dato che spicca è questo: lo stesso Grillo dà l'impressione di essere disgustato dalla propria creatura. Forse la odia e pensa: io l'ho creata e io la distruggo. Finora non ha ceduto alla tentazione di sfasciare: crepi Sansone con tutti i filistei. Ma lo farà quando si sarà accorto che il suo modello politico, basato sulla Rete, è una frana destinata a precipitare nel vuoto assoluto. Internet va bene per comunicare sogni e velleità (così come i social network, esaltatori di banalità, diffusori di insulti e volgarità) ma è inidoneo quale strumento democratico cui affidarsi per selezionare personale all'altezza di entrare in Parlamento o in un Consiglio comunale.La Rete non ha prodotto alcuna rivoluzione; i cervelli camminano sulle gambe degli uomini, e se gli uomini sono stupidi il computer non lo sa: registra una situazione, non la complessità della vita, pubblica o privata che sia. Forse Grillo ha anticipato troppo i tempi, ha creduto nella Rete quasi che fosse una religione, una verità. Non è così. Il Movimento del resto è eterogeneo, ciascun componente va dove lo porta l'istinto (di sopravvivenza), non ha un punto di riferimento; e la mancanza di un denominatore comune impedisce compattezza e unità d'intenti.D'accordo che le ideologie sono morte, ma qualche idea bisogna pur averla per governare. Protestare è come lavorare: stanca. E ciò che è ripetitivo nausea. Nonostante questo, i sondaggi danno ancora il M5s al 19 per cento. Però attenzione: in politica i crolli sono improvvisi, e arrivano quando meno te li aspetti. Auguri. 

domenica 21 dicembre 2014

Grillo: "Tutti a casa ma prima in galera".

"L'unica difesa è il voto.Tutti a casa, ma prima in galera".E' quanto si legge sul blog di Grillo. "Altro che uno tsunami ci vorrebbe per pulire le stalle di Augia d'Italia il cui il letame tracima ormai fino al governo, si sente puzza infatti di Poletti.A proposito, in quale cooperativa si nasconde? A quando le dimissioni del commensale di Buzzi beneficiato dal ministero del Lavoro con un bando milionario?Napolitano ha esaurito i suoi moniti e Renzie non ha nulla da dire in proposito?".

sabato 20 dicembre 2014

Votano di notte come i ladri.

Stanotte al Senato "si sono rivelati per quello sono. Dobbiamo andare al voto il prima possibile". Così il leader M5S, Grillo, su Facebook dopo il sì di Palazzo Madama alla Legge di Stabilità. E dal suo blog attacca: "Votare di notte come i ladri con un presidente del Senato senza dignità un testo con parti addirittura mancanti. Ieri notte è anta in onda l'ennesima pagliacciata di una Repubblica in mano a golpisti e tangentari"."Il Parlamento va sciolto". "Siamo nelle mani di folli" che fanno "a pezzi la nazione sotto gli occhi di un presidente della Repubblica tremebondo che ha tradito la Costituzione". "Questa è dittatura con la vasellina".

martedì 16 dicembre 2014

Curro' lascia Grillo per Renzi.

M5S, Currò lascia Grillo per Renzi: Abbiamo giocato a distruggere In un crescendo di accuse, che allineano le critiche all'euro, gli attacchi troppo populisti e la totale assenza di democrazia interna, si consuma l'ennesimo strappo in casa Cinque Stelle. Il deputato Tommaso Currò demolisce la linea di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio annunciando il voto a favore della mozione sulla politica estera del governo. E lascia così il gruppo pentastellato. Condivido il tentativo di rinnovamento della classe dirigente e intendo partecipare attivamente alla moralizzazione della politica, dice Currò mentre appare chiaro, frase dopo frase, che quel gruppo Cinque Stelle che la regia aggiunge all'immagine, come tradizione per le dirette dall’Aula della Camera, è sempre più una contraddizione in termini. Rivendico il diritto di rappresentare il territorio in cui eletto sono eletto, in questo ostacolato dal mio movimento più che da altri, denuncia ancora Currò che chiude dichiarando che non ci sono più le condizioni per la mia permanenza in questo gruppo.Con il 25% dei consensi dovevamo contribuire a risolvere i problemi del Paese e a rendere l’Italia più competitiva nello scenario internazionale. Invece, nonostante il dissenso interno, abbiamo giocato alla delegittimazione e alla distruzione, senza alcuna forma di rispetto e di responsabilità. Mai dichiarazione di voto fu più letteralmente a titolo personale, come previsto nel regolamento della Camera. Ed è con queste parole chi si consuma il clamoroso addio al M5S. Currò sceglie, appunto, il dibattito in Aula sulla risoluzione relativa alle comunicazioni del governo in vista del Consiglio Ue per consumare lo strappo. Abbiamo utilizzato l’alibi del 51%, inteso come unica forma possibile di governo, per giustificare una condotta del tutto omissiva verso le attese che ben 8 milioni e 700mila italiani avevano riposto in noi, attacca spiegando di condividere il tentativo di rinnovamento della classe dirigente del Paese.Voglio sentirmi sereno e orgoglioso di lavorare per un progetto politico nel quale riconoscermi e attraverso il quale operare e oggi - chiarisce - questa condizione in questo gruppo non c’è più. Comunico quindi le mie dimissioni dal gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle. Quindi, vota a favore della maggioranza. E torna all'attacco: Da un lato c’è chi si assume la responsabilità di governare il Paese e dall’altro chi tenta di risolvere la crisi esclusivamente con atteggiamenti pregiudizievoli per la stabilità delle istituzioni della Repubblica - incalza - c'è chi intende migliorare le regole, per un’Europa più equa e più giusta, e chi propone alleanze con la destra populista di Farage, predicando una deleteria uscita dall’Euro e minando quel processo di integrazione degli Stati che ha permesso all’Europa di godere del più lungo periodo storico di pace.

giovedì 11 dicembre 2014

Grillo confessa di essere un EVERSORE.

GRILLO: SONO EVERSORE PERCHE' ONESTO "Lo confesso,sono un eversore,mi faccio schifo, Napolitano ha ragione. Pago le tasse, non rubo, denuncio il malaffare, non mi faccio i c. miei e nessuno ha ancora cercato di comprarmi. Sono un problema e me ne rendo conto". Così Grillo in un lungo post sul suo blog. "L'onestà da noi è fuori moda -prosegue- e una persona onesta con la sua sola presenza dà imbarazzo ai ladri che ormai sono la maggioranza". Il leader M5S lancia anche una campagna su Twitter,con una foto con un cartello: #sonouneversore. E fa "una domanda a Napolitano: ma mentre la Repubblica affondava nel fango,lei dov'era? Su Marte?".

Grillo lancia il referendum per uscire dall'Euro.

Grillo lancia il referendum per uscire dall'Euro. Ma è solo un trucco di prestigio Tutti sanno che Beppe Grillo prima che un politico e leader di partito (o movimento che dir si voglia) è un comico. Nessuno però fino ad oggi sapeva che fosse anche un prestigiatore. Vi spieghiamo subito perché. Grillo oggi è andato a Roma per lanciare il referendum per uscire dall'Euro, con tanto di hashtag su Twitter (#FuoridallEuro!). ll 13 dicembre partirà una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che porterà, nel dicembre 2015, al referendum di indirizzo sull'euro. Ed è questo il gioco di prestigio: il referendum non serve a un bel nulla. Anzi, è una vera e propria presa in giro nei confronti degli italiani, come ha spiegato in un'intervista a ItaliaOggi Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega. La ragione è presto detta: i referendum sui trattati internazionali non si possono fare, sono incostituzionali. Siccome Grillo lo sa cerca di bypassare il problema buttando sul tavolo un referendum di indirizzo, ossia consultivo, sulla base di un precedente che risale al 1989: in quel caso il popolo italiano fu chiamato a esprimersi per conferire un mandato costituente al Parlamento europeo che sarebbe stato eletto nelle Europee di quell'anno.Sul sito del Movimento 5 Stelle si legge: Da un lato la maggioranza a guida Pd si disinteressa della macelleria sociale provocata dalla moneta unica, dall'altra Salvini critica l'euro ma non prende alcuna iniziativa per uscirne. Il M5S è invece convinto che l'arma del referendum consentirà a milioni di cittadini di informarsi e far sentire alle élite italiane ed europee la loro voce fino ad ora emarginata. Più firme raccoglieremo più costringeremo televisioni, giornali e partiti a parlare di euro e a gettare la maschera sugli interessi che protegge. Un dibattito a carte scoperte è quello che è mancato in Italia prima di entrare nell'euro. È inaccettabile che anche al culmine della crisi alimentata dalla moneta unica i cittadini siano lasciati al loro destino. Poi una breve disanima sui guai prodotti dalla moneta unica: L'euro è insostenibile perché disegnato su misura per la Germania e le oligarchie finanziarie. Dentro questa gabbia non è possibile nemmeno reagire e spezzare il circolo vizioso perché all'Italia manca sovranità monetaria e di spesa per rilanciare domanda, lavoro e investimenti.Con il referendum sull’euro, ha detto Grillo in conferenza stampa, noi andiamo avanti e chissà che portiamo a casa un risultato storico... La Lega dice di essere contro l’euro, Forza Italia anche e persino parte del Pd. Se non lo appoggiano, allora vuol dire che prendono per il culo gli elettori. Grillo ostenta sicurezza: Porteremo tre milioni di firme.Uscire dall’Euro è la nostra unica via di uscita, si può fare e le paure sono ingiustificate. Così i 5 stelle Barbara Lezzi, Giorgio Sorial, Laura Castelli e Alberto Airola, insieme a Grillo, hanno spiegato la lotta del movimento contro la moneta unica. La senatrice Lezzi ha sostenuto che non è propaganda elettorale, ma è l’unica via d’uscita. Sorial ha aggiunto: È chiaro che l’euro non è più sostenibile, possiamo citare delle teorie economiche a sostegno di questa teoria. E poi ci sono alcune frasi di partiti non credibili, come quelle dette da Fassina, che ora capiscono anche loro che l’euro non è più sostenibile. A stretto giro di posta Matteo Salvini replica a Grillo: il referendum di Grillo per uscire dall’euro è una perdita di tempo e una presa in giro. Si tratta di un referendum consultivo che per altro la Costituzione non prevede, con tempi lunghi ed efficacia zero, ha aggiunto, chiudendo poi con una provocazione: Commissioniamo allora un sondaggio. E a ben vedere il valore di questo referendum sarebbe lo stesso di un sondaggio. Con un rischio enorme per il fronte No Euro, quello di non cavare un ragno dal buco. Il tanto rumore grillino produrrebbe un unico effetto: lasciare l'Euro al suo posto con grande soddisfazione di Renzi e del suo governo. La tesi è proprio questa: una battaglia finta fatta solo per tenersi l'Euro. E magari racimolare qualche voto. Cosa si deve fare per campare... 

domenica 7 dicembre 2014

Sempre vivo...

Grillo ribatte ai dissidenti: Sono più vivo che mai. Sono più vivo che mai. Nonostante questo tentativo di seppellimento mio, di Casaleggio, del M5S. C’è un ribaltamento della realtà: i morti vogliono seppellire i vivi. I morti come Marino e Renzie vogliono seppellire movimenti della società civile. Non ce la faranno mai. Non ho fatto un passo indietro, ne ho fatto uno avanti!. Così Beppe Grillo sul blog precisa quello che aveva detto giorni fa quando si dichiarò un po' stanchino e nominò un direttorio di cinque persone per affiancarlo. E risponde alle accuse proveniente dai dissidenti pentastellati che si sono riuniti oggi a Parma. Il MoVimento 5 Stelle è andato avanti!, è un movimento complicato, con migliaia di consiglieri comunali e regionali, centinaia di parlamentari, decine di europarlamentari. Non potevo avercelo sulle spalle solo io o Casaleggio, stiamo distribuendo competenze e responsabilità. Ora ce ne sono altri cinque, poi saranno dieci, venti, trenta, quaranta... È l’inizio di una nuova fase straordinaria per il M5S. Invece loro cercano di ribaltare la realtà attraverso questi media ormai esangui, che si buttano sulla triste storia di un bambino morto e notizie veramente vergognose, e ci fanno apparire come chissà cosa. Noi ci siamo e siamo ancora più determinati, assicura il leader M5S.

venerdì 5 dicembre 2014

Rissa tra M5S e Lega.

M5S occupa aula G.Cesare in Campidoglio "Vogliono il palazzo? Non li facciamo più uscire".Gli attivisti del M5S hanno occupato l'aula Giulio Cesare all' urlo di "Fuori la mafia dallo Stato". "Occupiamo- ha spiegato l'ex capogruppo alla Camera Roberta Lombardi- e i nostri che sono fuori dal palazzo adesso faranno un cordone per circondarlo. Lo vogliono questo palazzo? Non li facciamo più uscire". Precedentemente sfiorata la rissa tra sostenitori M5S e un gruppo della Lega. Calci e pugni,intervengono i vigili.

giovedì 4 dicembre 2014

11 Portaborse per un Grillino.

11 portaborse per l'eurodeputato del Movimento 5 Stelle. L'eurodeputato M5s Ignazio Corrao ha ben 11 portaborse, tre a Bruxelles e otto in Sicilia, suo collegio elettorale. Lo rivela il settimanale Oggi, sollevando un caso sulla vicenda.A ogni eurodeputato sono concessi 21mila euro per poter avere degli assistenti: C'è chi li spende tutti per pagarne due. Io ho scelto di fare più contratti, anche part-time, commenta Corrao, sostenendo: Se i fondi a disposizione fossero maggiori, potrei assumerne 4 milioni. Punta sull'ironia, l'eurodeputato M5S, ma le perplessità rimangono, anche perché 8 assistenti su 11 sono di stanza in Sicilia, sua terra d'origine e bacino elettorale. C'è un addetto stampa - spiega Corrao -, chi si occupa di questioni tecniche, dall'ambiente all'economia. C'è tanto da fare: sono titolare di 3 commissioni e 8 delegazioni, mentre altri italiani non si vedono mai. Al posto di ammazzarne di lavoro uno, ho tanti assistenti.Del resto Corrao sa anche cosa voglia dire essere un portaborse, in quanto lo è stato lui stesso: Full-time, a 1300 euro al mese, con orari spaventosi. Meglio ripartire la mole di lavoro.E, per quanto riguarda la restituzione di parte dello stipendio?  La faremo ogni semestre. Su un'indennità mensile di 6200 euro netti, restituiremo almeno mille euro al mese ciascuno. Eppure, mille euro sembrano pochi rispetto alla somma guadagnata da un eurodeputato. Ma Corrao precisa: Non teniamo più di quanto resta in tasca ai nostri colleghi a Roma, anche se non recupereremo tantissimi zeri, perché siamo di meno e vivere su più sedi comporta spese superiori.

martedì 2 dicembre 2014

Previsto e scritto in anticipo.

Grillo teme il crollo del blog E spunta un fondo espulsioni «Un ideale è un sogno che cammina. Facile attaccare una persona ma è impossibile fermare un popolo in cammino. Non fermeranno il nostro sogno». Un breve messaggio, in stile messianico, sul profilo Facebook del leader Beppe Grillo dopo il caos scoppiato nel M5S, non una parola in più. In privato, però, il comico si consulta costantemente con Casaleggio e con alcuni dei cinque fedelissimi appena nominati nel Direttorio del movimento. Preoccupano le guerre intestine, ma soprattutto la flessione dei contatti sul blog di Grillo (gestito dalla Casaleggio associati), che dal 2013 ha perso 21 posizioni - scrive Wired - nella classifica dei siti italiani più visti.Ma non basta un post su internet per sedare una rivolta in atto. Le espulsioni dei due ribelli Artini e Pinna, comunicate via sms e neppure passate da un voto dell'assemblea (e firmate dal capogruppo Cecconi, e non invece, come prevede il regolamento, dal presidente dei deputati M5S, Alessio Villarosa), hanno esasperato troppo il clima per procedere con le altre espulsioni previste per la riunione di domani (17 i deputati nel mirino). Così, mentre i due deputati hanno chiesto delucidazioni alla presidenza della Camera sul loro trasferimento coatto dal gruppo M5S al Misto, i falchi frenano - temporaneamente - la morsa. Da fonti interne filtra che la riunione prevista si farà un giorno dopo, e che avrà all'ordine del giorno le riforme, il Quirinale, il reddito di cittadinanza, il ruolo del Direttorio, e infine anche le famose rendicontazioni (i ribelli le stanno pubblicando). «Come capogruppo non voglio sentir parlare di espulsioni: abbiamo tante altre cose più impellenti di cui discutere» assicura il deputato Cecconi.Tutto a posto? Pace fatta? Nemmeno per idea. Se i falchi frenano, in attesa di tornare all'attacco quando le acque si calmeranno, i ribelli agiscono. Il toscano Artini, diventato punto di riferimento per un pezzo del M5S, insieme ad altri «ribelli» è deciso a porre la questione ai vertici: cos'è diventato il M5S? È ancora un movimento politico o è una macchina per produrre clic?Una richiesta di chiarimenti, per ricucire la frattura, che già si sa verrà rispedita al mittente dal «Giangi», come la minoranza chiama ironicamente Casaleggio. Una prova di forza che, sono convinti in molti, porterà a un esito già messo in conto: l'uscita di una ventina di deputati dal gruppo M5S alla Camera, attualmente composto da 102 membri. Esattamente quel che vogliono i falchi, che in questo caso otterrebbero la fuoriuscita senza neppure spargimenti di sangue.Il sospetto che l'epurazione sia programmata da tempo emerge anche da un dettaglio che i parlamentari M5S non allineati stanno condividendo nelle ultime ore. E cioè un «Fondo rischi», messo nel bilancio di previsione 2014 del gruppo M5S alla Camera, che consiste in uno stanziamento del 15% sui quasi 4,5 milioni percepiti come finanziamento da Montecitorio. Vale a dire circa 1,5 milioni, che secondo i calcoli dei dissidenti costituisce proprio quel che verrebbe a mancare con la cacciata di una ventina di deputati. Insomma, un «fondo espulsioni», almeno così viene interpretato, in attesa di nuovi clamorose rotture.L'attenzione, adesso, è tutta puntata sul 7 dicembre, quando a Parma si terrà la kermesse del sindaco (dissidente) Federico Pizzarotti. Una «scuola di formazione per amministratori» che però si è già trasformata in una convention dei ribelli M5S. Presenti Artini, gli altri deputati M5S e gli attivisti di «Occupypalco». La scissione sembra ormai inevitabile.

giovedì 27 novembre 2014

Beppe ne fa fuori altre due.

Nel mirino sono finiti Massimo Artini e Paola Pinna, che stanno violando da troppo tempo il codice di comportamento dei Parlamentari M5S sulla restituzione di parte dello stipendio. Sanno benissimo che ho restituito, si difende Paola Pinna, Abbiamo chiesto dei chiarimenti rispetto al blog sulla adesione a tirendiconto e stiamo solo aspettando delle risposte. Tutti i bonifici sono sul mio blog fino al mese di settembre. Non è vero che non ho restituito, anzi: ho rendicontato fino a settembre, tre mesi in più rispetto all’aggiornamento dei dati sul blog di Grillo. La deputata, già a rischio per le sue critiche al fondatore del M5S, spiega che i suoi soldi sono andati in parte al fondo per le Pmi e in parte alla Caritas, perché ho ritenuto necessario che anche chi non possiede un’impresa, chi è disoccupato, venisse aiutato.Le dichiarazioni sulla mia rendicontazione sono false e del tutto tendenziose, ha aggiunto Massimo Artini replicando al post pubblicato sul blog gestito dalla Casaleggio Associati che definisce fornitore di servizi informatici che oggi si diletta a pronunciare editti privi di ogni fondamento. Io le regole le ho sempre rispettate, loro le stanno violando, ribadisce la Pinna. In effetti questa volta si tratta di una procedura insolita per il M5S: il codice di comportamento per gli eletti prevede infatti che a far partire la richiesta di espulsione sia l'assemblea dei parlamentari, la cui decisione deve essere ratificata sul blog. I due deputati, invece, sono finiti all'indice direttamente sul portale di Grillo che ha chiesto agli iscritti al movimento di votare. Da stamattina però il M5S è in subbuglio, tra chi difende le regole del movimento, riunioni segrete dei dissidenti per dare una risposta comune e chi chiede a Beppe Grillo un passo indietro. La deputata grillina Mara Mucci ha persino lanciato su Twitter l'hashtag #beppefermati: Si parla ancora di scontrini.. #beppefermati, Massimo Artini e Paola Pinna hanno restituito e rendicontato, ha scritto, acccompagnando il post alla foto del cartello #OccupyAssemblea. Alla fine però la rete ha deciso e ha detto sì all'espulsione. Hanno partecipato alla votazione di oggi 27.818 iscritti certificati - si legge sul blog di Grillo - Ha votato sì il 69,8%, pari a 19.436 voti. Ha votato no il 30,2%, pari a 8.382 voti. La squadra pentastellata a Montecitorio passa così da 104 a 102 deputati. Dopo la decisione della rete, una delegazione di deputati del M5S, guidata da Massimo Artini, sta raggiungendo Beppe Grillo per incontrarlo di persona e così avere chiarimenti. Del gruppo non fa parte una dei due espulsi con il voto del web, la deputata Paola Pinna, che ha detto: Ho impegni istituzionali.Tweet riguardo #beppefermati//